È abbastanza frequente vedere immobili proposti in vendita a prezzi molto alti, alcuni proprio fuori mercato.
Eppure, i proprietari di questi immobili sono intimamente convinti che ad un prezzo inferiore verrebbero di fatto svenduti.
“Svendere” infatti vuol dire vendere un bene al di sotto del valore… ma di quale valore?
In altri casi ci sono immobili in vendita ad un prezzo interessante, però alcuni acquirenti riescono a dire: “Per me vale 30.000 euro in meno”.
È evidente che ci sia una grande confusione e che spesso si fatichi a distinguere i concetti di PREZZO, COSTO e VALORE:
- per il venditore il PREZZO è la somma di denaro che vuole ricevere per cedere l’immobile. In questo caso il prezzo coincide con il VALORE che il proprietario attribuisce al suo immobile;
- per l’acquirente il COSTO è la somma di denaro necessaria per comprare l’immobile. Il VALORE, invece, è la somma di denaro che è disposto a spendere per comprarlo.
A questo punto è facile intuire come entrino in gioco componenti estremamente soggettive.
Ogni immobile “vale” i soldi che qualcuno è disposto a spendere; se nessuno è disposto, quell’immobile “vale” zero!
Ognuno di noi può attribuire un valore diverso al medesimo immobile: per alcuni il prezzo richiesto è esagerato, altri sarebbero disposti a spendere anche somme più elevate pur di averlo.
Ma esiste qualche parametro per favorire un punto di incontro tra queste posizioni opposte?
Certo, esiste ed è anche oggettivo: si chiama VALORE DI MERCATO.
La corretta valutazione di un immobile è utile sia al venditore sia all’acquirente: al venditore serve per determinare un prezzo credibile ma anche vantaggioso, evitando così una lunga permanenza dell’immobile sul mercato ed il rischio di una sua svalutazione; all’acquirente serve invece per formulare una proposta d’acquisto quanto più possibile oggettiva e massimizzare la probabilità che la trattativa vada a buon fine.
Risultato: la compravendita è rapida e tutti hanno raggiunto l’obiettivo!




